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03 Luglio, 2026
L’IRU, l’unione internazionale dei trasporti stradali, come ogni anno, ha partorito lo studio che monitora l’emergenza della carenza di conducenti per il settore del trasporto persone, ma anche merci. Il “Global Driver Shortage Report” analizza la carenza globale – perché, lo ricordiamo, non è solo un problema italiano ed europeo – che affligge la professione. […] 3 Luglio 2026 di Redazione

L’IRU, l’unione internazionale dei trasporti stradali, come ogni anno, ha partorito lo studio che monitora l’emergenza della carenza di conducenti per il settore del trasporto persone, ma anche merci. Il “Global Driver Shortage Report” analizza la carenza globale – perché, lo ricordiamo, non è solo un problema italiano ed europeo – che affligge la professione. Una crisi che si è fatta strutturale. E che ha portato l’Europa ad avere l’assenza di 502autisti. Tanti, tantissimi
I motivi di questa emergenza ormai perenne, secondo l’IRU, sono essenzialmente tre:
La ricerca si basa su un’indagine svolta in 19 Paesi (14 Paesi europei più Australia, Brasile, Cina, Messico e Uzbekistan) che misura:
Bene, anzi, male: il tasso di carenza di autisti professionisti nel 2025 è del 13% in Europa (era del 12% nel 2024), ma è più alto in Uzbekistan (15%, contro il 9% del 2024) e Messico (14%); è invece più basso in Australia (12%), Brasile (11%) e Cina (10%, era più alto – 16% – nel 2024).
L’IRU sottolinea che in alcuni Paesi la carenza dipende soprattutto dall’invecchiamento della forza lavoro, mentre in altri è trainata dalla crescita della domanda di trasporto.
L’IRU conclude che il semplice invecchiamento della popolazione non spiega da solo la carenza di autisti. Esistono, infatti, ostacoli specifici all’ingresso nella professione: